Ore 01:12 am
Funzionario inturbantato all'aeroporto di Dubai (restituendo ad Anima Inquieta il suo legittimo passaporto): "Welcome to Dubai, madame, you look very tired...”
Anima Inquieta (con un sorriso stento): “Yes I am indeed”
Ore 01:23 am
Impiegata dello sportello di prenotazione degli alberghi: “Here is your reservation madame. You look very tired…”
Anima Inquieta (di nuovo con un sorriso stento): “Yes I am indeed”
Ore 01:27 am
Tassista pakistano (caricando i bagagli di Anima Inquieta sulla macchina): “We go MyFaiL hotel madame? You look veLy tiLed madame…”
Anima Inquieta (riesumando il sorriso stento): “Yes I am indeed”
Ore 01:46 am
Omino alla reception dell’albergo: “This is a very quiet room, you look very tired madame…”
Anima Inquieta (senza sorriso stento): “…cazzo e basta ripeterlo: si sono distrutta!”
Lo shock più grande durante quest’ultima missione afghana di Anima Inquieta non è costituito, come si potrebbe pensare, dalle cose che vede e dai racconti che ascolta.
I volti dei bambini e le loro storie sono strappi dolorosi, graffi profondi sulla pelle.
Ma il trauma vero che la sconvolge dentro è un altro.
Il trauma vero è lavorare, stavolta, per il Governo Italiano.
Lavorare per il governo e accorgersi -come aveva sospettato- che il potere politico e la disponibilità economica veramente potrebbero fare la differenza.
E tuttavia il potere politico segue la politica e i soldi gli vanno dietro perdendosi nelle maglie delle sovrastrutture che la politica ha bisogno di creare per sopravvivere.
E quei pochi fondi residui -che poi in un paese come questo sono tanti- sono soggetti all’interpretazione che un unico funzionario pubblico dà delle priorità del paese.
Alla fine tutto si riduce alla capacità gestionale di un unico dirigente.
Se questo è in grado di crearsi intorno una squadra, un gruppo di lavoro, di generare sinergie positive con il Governo Afghano, con il sistema delle Nazioni Unite con la società civile intorno ai problemi reali della gente la cosa funziona.
Altrimenti è un perdersi in burocrazie infinite e in infinite trame per conservare posizioni di potere.
Intanto i bambini rimangono in carcere.
Puzzo di piscio e di sudore.
L’aria è satura nel corridoio lungo e stretto, sui cui lati si affacciano le camerate.
Sono stanze quadrate, nemmeno troppo grandi.
Accostati ai muri quattro letti a castello.
Sul pavimento una lurida moquette avana.
Ci stanno in
I più piccoli dormono sul pavimento.
Hanno un’ora di scuola al giorno e un’ora d’aria nel cortile.
Fiotti di energia mal repressa ci investono mentre visitiamo la struttura.
Ormoni pesanti e vitalità rarefatta saturano l’aria.
Incubatrice di violenza e soprusi.
Prigione della fantasia prima ancora che del corpo.
All’entrata troneggia una targa: “Juvenile Rehabilitation Centre – built thanks to the funds from the Italian Government with the technical support of the United Nations Office for Drugs and Crime”
Zakia e Khadeja sono sorelle.
Zakia ha 16 anni.
Khadeja 14.
Khadeja ha avuto una forma di poliomielite leggera da piccola e cammina strascinando la gamba destra. E’ cagionevole e molto magra. I genitori temano che non possa avere figli.
Per questo acconsentono a farla sposare con un ragazzo benestante che fa uso di stupefacenti e che è stato rifiutato-a causa di questo suo vizio- già da due famiglie.
Il fidanzamento è ufficiale e tutto è pronto per il matrimonio.
Khadeia non vuole sposarlo ma pensa che nessun altro la prenderà, lei mezza deforme. Darebbe qualsiasi cosa per poter rimanere a casa sua. Ma non si può.
Nel frattempo sua sorella Zakia pur essendo più grande di lei non è ancora fidanzata. Va a scuola Zakia e si sta per diplomare.
Zakia da sempre è innamorata di un loro cugino, Saddat.
Saddat è bello e benestante. Anche lui è innamorato di Zakia ma da molto tempo è promesso ad una ragazza di famiglia afgana che vive in Iran. La famiglia di Saddat è una famiglia di commercianti e quel matrimonio serve a consolidare i commerci del padre.
Si avvicina il giorno in cui Saddat deve partire per andare a sposarsi.
Zakia finge di andare al mercato accompagnata dalla sorella Khadeja e invece gli dà appuntamento in un parco per salutarlo.
I tre vengono fermati dalla polizia che li interroga suoi loro legami di parentela.
I tre mentono, dicono di essere fratelli. Ma forse esitano, forse si contraddicono, la polizia scopre la menzogna e li arresta con l’accusa di adulterio.
Zakia prende 2 anni.
Saddat 3 perché è maggiorenne.
Khadeja 6 mesi per favoreggiamento.
Sono contente Zakia e Khadeja. Saddat non sposerà più la ragazza iraniana e forse alla fine della pena la famiglia acconsentirà al suo matrimonio con Zakia.
Khadeja è stata ripudiata dal suo fidanzato. E ne sembra molto sollevata.
Avrei voluto pubblicare una immagine grafica ma Splinder dice che non mi è concesso pubblicare nulla più... e allora lo dico e basta.
Questo paese è un paese in guerra.
Un paese in guerra in cui le vittime sono civili.
Nel 2008 sono morti 2118 civili in azioni belliche. Quest'anno fino a maggio 800. Lo scorso anno nello stesso periodo ne erano morte "solo" 646.
Ora io mi domando come diamine ci si possa mai aspettare da questa gente che metta in atto la rivoluzione socio culturale che tutti auspichiamo...
L'avvocato afghano entra trafelato nel suo ufficio. Anima Inquieta è seduta su un divanetto, senza scarpe, con una tazza di the verde davanti e lo aspetta.
Si chiama Najjbullah l'avvocato. Ed è vestito da avvocato. Un avvocato dei poveri magari, ma sempre avvocato.
Rovina su una poltoncina scusandosi del ritardo.
Immediatamente compare anche davanti a lui una tazza di the verde.
Mentre lo sorseggia e riprende fiato, Najjbullah avvocato del poveri racconta che ha fatto tardi alla corte minorile per seguire una causa d'appello delicata.
Ma l'ha persa. L'ha persa ed è voluto subito ricorrere in cassazione.
Senza molte speranze dice.
"La ragazza che difendo ha 16 anni è incriminata per molteplice adulterio. L'hanno trovata sola con sette uomini. Pare che abbiano abusato di lei. Ma questo ovviamente non è certo. La corte minorile l'ha condannata in primo grado a 8 anni.
Il punto vero, però, è che in primo grado il tribunale ordinario ha assolto tutti gli uomini. Tutti e sette.
Siamo ricorsi in appello. Perchè se gli uomini sono innocenti con chi mai sarebbe dovuto avvenire l'adulterio? Abbiamo perso anche l'appello. Abbiamo avuto una riduzione della pena a 5 anni, ma la sostanza non cambia..."
E così Giuseppino Giudice Onorario è partito lasciando Anima Inquieta orfana di ogni sapere legislativo.
Baci e abbracci trattenuti all'areoporto, Giuseppino si allontana, lungo lungo, trascinando la valigia e tenendo sotto il braccio una scatola di cartone piena dei bicchieri azzurri di Herat.
Anima Inquieta risale in macchina già in preda all'ansia, che le tocca incontrare da sola il presidente della corte d'appello e una organizzazione di avvocati che fornisce consulenze in ambito minorile. E già pensa a tutte le possibili e immaginabili questioni tecniche che possono venire fuori durante la conversazione, a cui lei non è praparata a rispondere.
Il suono del telefono la riscuote.
E' un sms.
"Non entrare in ansia: ce la puoi fare benissimo anche da sola. Un bacio. Giuseppino Giudice Onorario"
Farzana è alta si e no un metro e quaranta.
Ha un visetto rotondo, con la pelle straordinariamente chiara e le guance rosate. Porta un velo rosa acceso intorno ai capelli e ha le mani rosse di hennè.
Ha gli occhi scurissimi, che ridono.
Le ridono anche le labbra scoprendo denti sporgenti da coniglio.
Quando le chiedo quanti anni ha risponde che ne ha 14. Ma le mani paffutelle non ne dimostrano più di una decina.
E’ appena arrivata Farzana da un villaggio nella provincia di Farah.
Si stava per fidanzare ufficialmente con un ragazzo del suo villaggio. Le famiglie stavano negoziando l’accordo e tutto sembrava procedere per il meglio.
Poi un giorno i due quasi fidanzati all’insaputa di tutti rimangono da soli.
Li scopre la madre di lei che li denuncia entrambi alla polizia.
Farzana è stata condannata ad un anno. Il ragazzo a tre.
SONO IMBUFALITA: ASSOLUTAMENTE IMBUFALITA.
Eccheccazzo a me non mi sembra normale che debbano presentare la mia pubblicazione per il Ministero degli Affari Esteri quando io non ci sono. Porcaccia puttanaccia, ladra, infame, maiala....
Anima Inquieta e il suo fedele Giuseppino Giudice Onorario decidono che per una volta si può anche smettere di lavorare alle sette. Così vanno a cena fuori con ExCapoRedento.
ExCapoRedento è stato il capo di Anima Inquieta per anni, quando ancora lei Misterpia e Mioamicolodiviko lavoravano insieme nella stessa organizzazione. Lui e Anima Inquieta non si potevano sopportare: stili di lavoro diversi, diversi tempi di reazione, diverse modalità relazionali. Tanto che Anima Inquieta si licenziò nel
Ma da quando non lavorano più insieme ExCapoRedento è uno dei più grandi fan di Anima Inquieta: quanto la sponsorizza lui non l’ha sponsorizzata nessuno dei suoi ex responsabili.
E hanno cominciato anche ad andare d’accordo.
Così per caso nello stesso momento a Kabul è piacevole ritrovarsi.
E perciò si va a cena da Sufi, un ristorante in cui si mangiano, in un giardino intorno ad un grande braciere, piatti afgani e si sta seduti su pesanti tappeti e appoggiandosi a morbidi cuscini con i cibo poggiato davanti sopra una tavola bassa.
Mantu (ravioli di carne conditi con pomodoro e yogurt), Kabuli palau (riso con uvetta carote e mandorle), riso bianco profumato di cannella, pollo e carne cucinati sulla brace, pomodori, cetrioli e cipolla a fettine.
Anima Inquieta spazzola via tutto alla faccia del povero dottor Palmerino e della sua dieta. Spazzola via tutto in maniera talmente diligente che si accorge che sul fondo di ogni piatto è disegnato stilizzato un derviscio che balla...
E siamo arrivati alle statistiche.
Non sono completamente attendibili al 100% perchè fatte su un campione di 250 bambini su 400, ma insomma questi sono i motivi per cui i bambini (maschi compresi tra 12 e 18 anni) finiscono in carcere in Afghanistan secondo UNICEF e la Afghan Independent Human Rights Commission.

Vogliamo parlarne?!!
Ma se putacaso uno volesse pubblicare un grafico in excell sul suo proprio medesimo blog, come dovrebbe fare?
(mi rendo conto che questo quesito è nulla confronto ai Quiz del Lunedi della nostra amata Winterblossom. Ma in fondo oggi è mercoledì...)
"Un buon giudice non giudica mai a pancia vuota"
(Citazione della Presidente della Corte d'Appello di Kabul)
Mi sento fuori centro.
Sto facendo fatica. Fatica a governare i sussulti del cuore.
E non solo quelli che mi procurano le storie dei bimbi in carcere. Il mio Uomo Bambino mi rigurgita dentro mentre un'Anima Affine ritrovata mi aspetta vestita di una nuova pazienza.
Da ogni parte sembrano piovermi addosso emozioni troppo forti, troppo intense. Il dolore, l'abbandono, la gioia, la paura, la pietà, la speranza, l'amore, la rabbia, la felicità... è tutto troppo per la mia povera anima anaffettiva.
Dormire sembra un miraggio.
Amena ha adesso 17 anni.
Quando ne aveva 6, durante il regime talebano, è rimasta orfana del padre. Si è allora trasferita con sua madre e i suoi fratelli in Iran, dove ha vissuto nei campi rifugiati.
A 12 anni la madre ha acconsentito a farle sposare un ragazzo facoltoso. Dopo sei mesi l'uomo non l'ha più voluta e l'ha riportata dalla madre. La madre, in cambio della dote, ha accettato di riprendere la figlia.
Passato qualche mese la famiglia è tornata in Afghanistan e Amena è stata data come seconda moglie ad un suo cugino. Ma la prima moglie la trattava come una schiava e il marito la picchiava.
Amena è scappata.
Scappa Amena e chiede asilo ad un rifugio in cui vengono accolte donne e ragazze nelle sue condizioni. Ci resta 17 giorni.
Poi la vergogna e il senso di colpa si fanno troppo pressanti. Una mattina esce dal rifugio e si autodenuncia alla polizia.
Sconta 6 anni e dopo avermi raccontato questa storia dice "Non sono stata molto felice nei miei due matrimoni ma qui finalmente ho trovato delle amiche e mi sento come se fossi a casa".

Herat, Afghanistan, giugno 2009
Prima di lasciare Herat approfittando dei rarissimi privilegi che girare con una scorta armata offre, Anima Inquieta e Giuseppino Giudice Onorario si fermano un attimo alla Moschea del Venerdì.



Dicono che abbia 13 anni Shamsheed. Ne dimostra non più di 10 e anche il guardiano del carcere dice che 13 anni non li ha, ma quando si è presentato davanti al giudice un anno fa non c'era nessuno che testimoniasse la sua età. E allora gli hanno attribuito l'età minima per il carcere minorile. 12 anni.
Ha rubato una galllina.
Il padrone della gallina l'ha colto in fragrante e Shamsheed è stato condannato a 3 anni.
Gliene rimangono 2.
Anima Inquieta: “Fa un caldo bestiale con questo velo, Giuseppino. Ho una sete…”
Giuseppino Giudice Onorario: “Tieni, prendi una Vigorsol alla salvia vedrai che ti senti meglio!”
Anima Inquieta: “Certo che l’incontro con i giudici minorili è stato proprio denso. Mi sta venendo mal di testa…”
Giuseppino Giudice Onorario: “Tieni, prendi una Vigorsol alla salvia vedrai che ti senti meglio!”
Anima Inquieta: “Giuseppino non dovrei dirlo ma lo dico: a me tutti questi militari che costruiscono cose a c***o di cane mi fanno proprio infuriare!”
Giuseppino Giudice Onorario: “Tieni, prendi una Vigorsol alla salvia vedrai che ti senti meglio!”
Anima Inquieta: “Stamattina le bambine nel carcere femminile mi hanno raccontato delle storie terribili. C’ho un magone…”
Giuseppino Giudice Onorario: “Tieni, prendi una Vigorsol alla salvia vedrai che ti senti meglio!”
E poi ci sono quei bambini che non sono in carcere perchè abbiano fatto qualche cosa. Ci sono cresciuti in carcere, con le madri detenute.

In un paese in cui oltre il 60% della popolazione è analfabeta esistono ancora gli scrivani...

Kabul, giugno 2009
Amadullah ha 16 anni. E'stato rifugiato in Pakistan con la sua famiglia fino al 2004, poi sono tornati in Afghanistan. Sono rimasti a vivere in un villaggio vicino a Kabul mentre il padre aveva trovato lavoro nella capitale come muratore.
Nel 2006 però il padre muore in un incidente sul lavoro e Amadullah rimane solo con la madre, una sorella di 17 anni e due fratellini di 7 e 4 anni.
Amadullah ha 13 anni ed è l'unico che può provvedere alla sua famiglia. Si arrangia facendo lavoretti saltuari per un pò, poi un inverno ruba 1.000 afghani (circa 15 euro) ad un tizio per strada. Viene arrestato e portato in prigione. Non esiste ancora una prigione minorile perciò viene messo in cella con gli adulti.
Dopo 3 mesi di carcere il tribunale lo condanna a 3 anni di prigione.
Gliene resta da scontare uno.
cerco e mi cerco