Anima Inquieta

mercoledì, 01 luglio 2009

L'Amore


scritto da: Expecting alle ore 10:52 | link | commenti (2)
categorie: affinitĂ  d anima

Rediviva

Effettivamente questa missione è stata parecchio difficile.
Anche il ritorno è stato parecchio difficile: non avevo mai bevuto tanto!

(non faccio il nome di colui che mi ha trascinata sulla strada della perdizione, ma si accettano scommesse)

scritto da: Expecting alle ore 10:17 | link | commenti (18)
categorie: anima nel mondo, anima bloggaiola
venerdì, 26 giugno 2009

Distrutta

Ore 01:12 am

 

Funzionario inturbantato all'aeroporto di Dubai (restituendo ad Anima Inquieta il suo legittimo passaporto): "Welcome to Dubai, madame, you look very tired...”

 

Anima Inquieta (con un sorriso stento): “Yes I am indeed”

 

Ore 01:23 am

 

Impiegata dello sportello di prenotazione degli alberghi: “Here is your reservation madame. You look very tired…”

 

Anima Inquieta (di nuovo con un sorriso stento): “Yes I am indeed”

 

Ore 01:27 am

 

Tassista pakistano (caricando i bagagli di Anima Inquieta sulla macchina): “We go MyFaiL hotel madame? You look veLy tiLed madame…”

 

Anima Inquieta (riesumando il sorriso stento): “Yes I am indeed”

 

Ore 01:46 am

 

Omino alla reception dell’albergo: “This is a very quiet room, you look very tired madame…”

 

Anima Inquieta (senza sorriso stento): “…cazzo e basta ripeterlo: si sono distrutta!”


scritto da: Expecting alle ore 15:53 | link | commenti (9)
categorie: anima nel mondo, anima demente

Il trauma vero

Lo shock più grande durante quest’ultima missione afghana di Anima Inquieta non è costituito, come si potrebbe pensare, dalle cose che vede e dai racconti che ascolta.

I volti dei bambini e le loro storie sono strappi dolorosi, graffi profondi sulla pelle.

Ma il trauma vero che la sconvolge dentro è  un altro.

Il trauma vero è lavorare, stavolta, per il Governo Italiano.

Lavorare per il governo e accorgersi -come aveva sospettato- che il potere politico e la disponibilità economica veramente potrebbero fare la differenza.

 

E tuttavia il potere politico segue la politica e i soldi gli vanno dietro perdendosi nelle maglie delle sovrastrutture che la politica ha bisogno di creare per sopravvivere.

E quei pochi fondi residui -che poi in un paese come questo sono tanti- sono soggetti all’interpretazione che un unico funzionario pubblico dà delle priorità del paese.

 

Alla fine tutto si riduce alla capacità gestionale di un unico dirigente.

Se questo è in grado di crearsi intorno una squadra, un gruppo di lavoro, di generare sinergie positive con il Governo Afghano, con il sistema delle Nazioni Unite con la società civile intorno ai problemi reali della gente la cosa funziona.

Altrimenti è un perdersi in burocrazie infinite e in infinite trame per conservare posizioni di potere.

 

Intanto i bambini rimangono in carcere.  


scritto da: Expecting alle ore 08:47 | link | commenti (10)
categorie: anima nel mondo, anima politica, anima lavoratrice
giovedì, 25 giugno 2009

La targa

Puzzo di piscio e di sudore.

L’aria è satura nel corridoio lungo e stretto, sui cui lati si affacciano le camerate.

Sono stanze quadrate, nemmeno troppo grandi.

Accostati ai muri quattro letti a castello.

Sul pavimento una lurida moquette avana.

 

Ci stanno in 12, in quelle camere da 8.

I più piccoli dormono sul pavimento.

 

Hanno un’ora di scuola al giorno e un’ora d’aria nel cortile.

 

Fiotti di energia mal repressa ci investono mentre visitiamo la struttura.

Ormoni pesanti e vitalità rarefatta saturano l’aria.

Incubatrice di violenza e soprusi.

Prigione della fantasia prima ancora che del corpo.

 

All’entrata troneggia una targa: “Juvenile Rehabilitation Centre – built thanks to the funds from the Italian Government with the technical support of  the United Nations Office for Drugs and Crime”


Storie dal carcere – Zakia e Khadeja

Zakia e Khadeja sono sorelle.

Zakia ha 16 anni.

Khadeja 14.

 

Khadeja ha avuto una forma di poliomielite leggera da piccola e cammina strascinando la gamba destra. E’ cagionevole e molto magra. I genitori temano che non possa avere figli.

Per questo acconsentono a farla sposare con un ragazzo benestante che fa uso di stupefacenti e che è stato rifiutato-a causa di questo suo vizio- già da due famiglie.

Il fidanzamento è ufficiale e tutto è pronto per il matrimonio.

Khadeia non vuole sposarlo ma pensa che nessun altro la prenderà, lei mezza deforme. Darebbe qualsiasi cosa per poter rimanere a casa sua. Ma non si può.

 

Nel frattempo sua sorella Zakia pur essendo più grande di lei non è ancora fidanzata. Va a scuola Zakia e si sta per diplomare.

Zakia da sempre è innamorata di un loro cugino, Saddat.

Saddat è bello e benestante. Anche lui è innamorato di Zakia ma da molto tempo è promesso ad una ragazza di famiglia afgana che vive in Iran. La famiglia di Saddat è una famiglia di commercianti e quel matrimonio serve a consolidare i commerci del padre.

 

Si avvicina il giorno in cui Saddat deve partire per andare a sposarsi.

Zakia finge di andare al mercato accompagnata dalla sorella Khadeja e invece gli dà appuntamento in un parco per salutarlo.

I tre vengono fermati dalla polizia che li interroga suoi loro legami di parentela.

I tre mentono, dicono di essere fratelli. Ma forse esitano, forse si contraddicono, la polizia scopre la menzogna e li arresta con l’accusa di adulterio.

 

Zakia prende 2 anni.

Saddat 3 perché è maggiorenne.

Khadeja 6 mesi per favoreggiamento.

 

Sono contente Zakia e Khadeja. Saddat non sposerà più la ragazza iraniana e forse alla fine della pena la famiglia acconsentirà al suo matrimonio con Zakia.

Khadeja è stata ripudiata dal suo fidanzato. E ne sembra molto sollevata.


scritto da: Expecting alle ore 22:08 | link | commenti (4)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice

In guerra

Avrei voluto pubblicare una immagine grafica ma Splinder dice che non mi è concesso pubblicare nulla più... e allora lo dico e basta.

Questo paese è un paese in guerra.

Un paese in guerra in cui le vittime sono civili.

Nel 2008 sono morti 2118 civili in azioni belliche. Quest'anno fino a maggio 800. Lo scorso anno nello stesso periodo ne erano morte "solo" 646.

Ora io mi domando come diamine ci si possa mai aspettare da questa gente che metta in atto la rivoluzione socio culturale che tutti auspichiamo...


scritto da: Expecting alle ore 10:21 | link | commenti (17)
categorie: anima nel mondo, anima politica, anima lavoratrice
martedì, 23 giugno 2009

Storie dal carcere - Mohammad

Mohammad aveva 13 anni e accompagnava il padre in giro su un vecchio taxi scassato. Un giorno il padre accosta l’auto e scende per fare una commissione, lasciando Mohammad dentro ad aspettarlo.
Mohammad passa al posto del conducente e si mette a fare finta di guidare. Inavvertitamente la macchina parte e va addosso ad un carrettino che vendeva mandorle secche.
Il padrone del carrettino rimane gravemente ferito. Non c’è un ospedale nelle vicinanze e l’uomo muore.
Mohammad è stato condannato a sette anni di carcere.

scritto da: Expecting alle ore 15:14 | link | commenti (4)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice

L'avvocato dei poveri

L'avvocato afghano entra trafelato nel suo ufficio. Anima Inquieta è seduta su un divanetto, senza scarpe, con una tazza di the verde davanti e lo aspetta.

Si chiama Najjbullah l'avvocato. Ed è vestito da avvocato. Un avvocato dei poveri magari, ma sempre avvocato.

Rovina su una poltoncina scusandosi del ritardo.

Immediatamente compare anche davanti a lui una tazza di the verde.

Mentre lo sorseggia e riprende fiato, Najjbullah avvocato del poveri racconta che ha fatto tardi alla corte minorile per seguire una causa d'appello delicata.

Ma l'ha persa. L'ha persa ed è voluto subito ricorrere in cassazione.

Senza molte speranze dice.

"La ragazza che difendo ha 16 anni è incriminata per molteplice adulterio. L'hanno trovata sola con sette uomini. Pare che abbiano abusato di lei. Ma questo ovviamente non è certo. La corte minorile l'ha condannata in primo grado a 8 anni.

Il punto vero, però, è che in primo grado il tribunale ordinario ha assolto tutti gli uomini. Tutti e sette.

Siamo ricorsi in appello. Perchè se gli uomini sono innocenti con chi mai sarebbe dovuto avvenire l'adulterio? Abbiamo perso anche l'appello. Abbiamo avuto una riduzione della pena a 5 anni, ma la sostanza non cambia..."


scritto da: Expecting alle ore 07:04 | link | commenti (10)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice
domenica, 21 giugno 2009

Tessitrici di tappeti


scritto da: Expecting alle ore 14:51 | link | commenti (1)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice

Orfana

E così Giuseppino Giudice Onorario è partito lasciando Anima Inquieta orfana di ogni sapere legislativo.

Baci e abbracci trattenuti all'areoporto, Giuseppino si allontana, lungo lungo, trascinando la valigia e tenendo sotto il braccio una scatola di cartone piena dei bicchieri azzurri di Herat. 

Anima Inquieta risale in macchina già in preda all'ansia, che le tocca incontrare da sola il presidente della corte d'appello e una organizzazione di avvocati che fornisce consulenze in ambito minorile. E già pensa a tutte le possibili e immaginabili questioni tecniche che possono venire fuori durante la conversazione, a cui lei non è praparata a rispondere.

Il suono del telefono la riscuote.

E' un sms.

"Non entrare in ansia: ce la puoi fare benissimo anche da sola. Un bacio. Giuseppino Giudice Onorario"


venerdì, 19 giugno 2009

Mamma mia

Ma si può mai entrare in ufficio il venerdi mattina e trovare Giuseppino Giudice Onorario che si agita sulla sedia al ritmo di "Mamma mia" degli Abba?!

scritto da: Expecting alle ore 07:35 | link | commenti (16)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice, anima demente
giovedì, 18 giugno 2009

Storie dal carcere - Farzana

Farzana è alta si e no un metro e quaranta.

Ha un visetto rotondo, con la pelle straordinariamente chiara e le guance rosate. Porta un velo rosa acceso intorno ai capelli e ha le mani rosse di hennè.

 

Ha gli occhi scurissimi, che ridono.

Le ridono anche le labbra scoprendo denti sporgenti da coniglio.

 

Quando le chiedo quanti anni ha risponde che ne ha 14. Ma le mani paffutelle non ne dimostrano più di una decina.

 

E’ appena arrivata Farzana da un villaggio nella provincia di Farah.

 

Si stava per fidanzare ufficialmente con un ragazzo del suo villaggio. Le famiglie stavano negoziando l’accordo e tutto sembrava procedere per il meglio.

Poi un giorno i due quasi fidanzati all’insaputa di tutti rimangono da soli.

Li scopre la madre di lei che li denuncia entrambi alla polizia.

 

Farzana è stata condannata ad un anno. Il ragazzo a tre.


scritto da: Expecting alle ore 17:47 | link | commenti (14)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice

GRRRRRRRRR

SONO IMBUFALITA: ASSOLUTAMENTE IMBUFALITA.

Eccheccazzo a me non mi sembra normale che debbano presentare la mia pubblicazione per il Ministero degli Affari Esteri quando io non ci sono. Porcaccia puttanaccia, ladra, infame, maiala....


scritto da: Expecting alle ore 15:57 | link | commenti (9)
categorie: anima lavoratrice

La cena

Anima Inquieta e il suo fedele Giuseppino Giudice Onorario decidono che per una volta si può anche smettere di lavorare alle sette. Così vanno a cena fuori con ExCapoRedento.

 

ExCapoRedento è stato il capo di Anima Inquieta per anni, quando ancora lei Misterpia e Mioamicolodiviko lavoravano insieme nella stessa organizzazione. Lui e Anima Inquieta non si potevano sopportare: stili di lavoro diversi, diversi tempi di reazione, diverse modalità relazionali. Tanto che Anima Inquieta si licenziò nel 2006 a causa sua.

 

Ma da quando non lavorano più insieme ExCapoRedento è uno dei più grandi fan di Anima Inquieta: quanto la sponsorizza lui non l’ha sponsorizzata nessuno dei suoi ex responsabili.

E hanno cominciato anche ad andare d’accordo.

 

Così per caso nello stesso momento a Kabul è piacevole ritrovarsi.

 

E perciò si va a cena da Sufi, un ristorante in cui si mangiano, in un giardino intorno ad un grande braciere, piatti afgani e si sta seduti su pesanti tappeti e appoggiandosi a morbidi cuscini  con i cibo poggiato davanti sopra una tavola bassa.

 

Mantu (ravioli di carne conditi con pomodoro e yogurt), Kabuli palau (riso con uvetta carote e mandorle), riso bianco profumato di cannella, pollo e carne cucinati sulla brace, pomodori, cetrioli e cipolla a fettine.

 

Anima Inquieta spazzola via tutto alla faccia del povero dottor Palmerino e della sua dieta.  Spazzola via tutto in maniera talmente diligente che si accorge che sul fondo di ogni piatto è disegnato stilizzato un derviscio che balla...


mercoledì, 17 giugno 2009

Le statistiche

E siamo arrivati alle statistiche.

Non sono completamente attendibili al 100% perchè fatte su un campione di 250 bambini su 400, ma insomma questi sono i motivi per cui i bambini (maschi compresi tra 12 e 18 anni) finiscono in carcere in Afghanistan secondo UNICEF e la Afghan Independent Human Rights Commission.

detenzione bambini

Vogliamo parlarne?!!

 

 


scritto da: Expecting alle ore 20:11 | link | commenti (7)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice

Quizzone

Ma se putacaso uno volesse pubblicare un grafico in excell sul suo proprio medesimo blog, come dovrebbe fare?

(mi rendo conto che questo quesito è nulla confronto ai Quiz del Lunedi della nostra amata Winterblossom. Ma in fondo oggi è mercoledì...)


scritto da: Expecting alle ore 19:22 | link | commenti (6)
categorie: anima bloggaiola

Detto islamico

"Un buon giudice non giudica mai a pancia vuota"

(Citazione della Presidente della Corte d'Appello di Kabul)


scritto da: Expecting alle ore 12:49 | link | commenti (9)
categorie: anima nel mondo, anima colta, anima lavoratrice
martedì, 16 giugno 2009

Fuori centro

Mi sento fuori centro.

Sto facendo fatica. Fatica a governare i sussulti del cuore.

E non solo quelli che mi procurano le storie dei bimbi in carcere. Il mio Uomo Bambino mi rigurgita dentro mentre un'Anima Affine ritrovata mi aspetta vestita di una nuova pazienza.

Da ogni parte sembrano piovermi addosso emozioni troppo forti, troppo intense. Il dolore, l'abbandono, la gioia, la paura, la pietà, la speranza, l'amore, la rabbia, la felicità... è tutto troppo per la mia povera anima anaffettiva.

Dormire sembra un miraggio.


lunedì, 15 giugno 2009

Storie dal carcere - Amena

Amena ha adesso 17 anni.

Quando ne aveva 6, durante il regime talebano, è rimasta orfana del padre. Si è allora trasferita con sua madre e i suoi fratelli in Iran, dove ha vissuto nei campi rifugiati. 

A 12 anni la madre ha acconsentito a farle sposare un ragazzo facoltoso. Dopo sei mesi l'uomo non l'ha più voluta e l'ha riportata dalla madre. La madre, in cambio della dote, ha accettato di riprendere la figlia.

Passato qualche mese la famiglia è tornata in Afghanistan e Amena è stata data come seconda moglie ad un suo cugino. Ma la prima moglie la trattava come una schiava e il marito la picchiava.

Amena è scappata.

Scappa Amena e chiede asilo ad un rifugio in cui vengono accolte donne e ragazze nelle sue condizioni. Ci resta 17 giorni.

Poi la vergogna e il senso di colpa si fanno troppo pressanti. Una mattina esce dal rifugio e si autodenuncia alla polizia.

Sconta 6 anni e dopo avermi raccontato questa storia dice "Non sono stata molto felice nei miei due matrimoni ma qui finalmente ho trovato delle amiche e mi sento come se fossi a casa".


scritto da: Expecting alle ore 16:57 | link | commenti (17)
categorie: anima di tutti i giorni, anima lavoratrice
domenica, 14 giugno 2009

Muri di mattoni e muri di tradizioni

muri di mattoni, muri di tradizioni light

Herat, Afghanistan, giugno 2009


scritto da: Expecting alle ore 21:38 | link | commenti (4)
categorie: anima poetica, anima nel mondo
sabato, 13 giugno 2009

Processo d'appello*

Anima Inquieta e Giuseppino Giudice Onorario vengono straordinariamente ammessi ad assistere ad una udienza del tribunale minorile.
 
L’udienza si svolge nella stanza del presidente della corte. Ci sono imponenti divani vellutati tutto intorno alle pareti e una scrivania da un lato.
I tre giudici che compongono la corte sono seduti uno a fianco all’altro su un divano e una poltrona. Sono due uomini anziani, vestiti di chiaro, con il turbante in testa e la barba e una donna di mezza età in un velo bianco.
 
Alla loro sinistra il pubblico ministero. Una donna infagottata in un velo nero con degli enormi occhiali scuri che non si toglierà per tutto il tempo dell’udienza.
 
Alla destra della corte, seduto su un altro divano, l’avvocato della difesa. E’ giovane veste anche lui una shalwar chiara e in testa ha piantato un pakol.
 
Entra il ragazzo.
Una shalwar verde scura appesa alle spalle magre, i capelli rasati, quattro peli di barba adolescente.
Viene invitato a sedersi per terra sui tappeti che ricoprono il pavimento della stanza.
Rimane a occhi bassi.
 
Il pubblico ministero riassume il caso: il ragazzo ha 17 anni e insieme a suo fratello e ad un amico -entrambi maggiorenni- è entrato in un negozio incustodito e ha rubato 26 dollari, una scatola di tavolette di cioccolata, un cartone di biscotti e tre succhi di frutta.
Il padrone del negozio ha denunciato il furto alla polizia e la polizia è risalita ai tre.
Ma gli altri due non si fanno trovare e il ragazzo viene arrestato.
Al momento dell’arresto il ragazzo confessa il furto -senza aver subito violenze o torture, ci tiene precisare il pubblico ministero- e conduce i poliziotti nel deserto nel posto in cui lui e i suoi complici avevano sotterrato i soldi. Il denaro viene restituito al padrone del negozio e il padre del ragazzo si fa carico di pagare anche i generi rubati.
Il ragazzi prima di essere trasferito al Centro di Riabilitazione in attesa di giudizio passa 24 giorni alla stazione di polizia.
 
Il ragazzo è stato condannato a 1 anno e 6 mesi in primo grado.
Il suo avvocato è ricorso in appello perché dice che i 24 giorni passati alla stazione di polizia sono arbitrari e illegali e l’intero procedimento deve essere invalidato.
Anche il pubblico ministero è ricorso in appello perché la pena di primo grado è stata troppo leggera.
 
I giudici riesaminano il fascicolo, il pubblico ministero calca sulla volontarietà del reato e sulla premeditazione, quello scemo dell’avvocato difensore invece punta a far invalidare il procedimento e si dimentica di chiedere che i 24 giorni trascorsi alla stazione di polizia gli vengano scalati dalla pena.
Il ragazzo interrogato dai giudici dice che lui non è d’accordo con la pena ma che il furto l’ha commesso.
 
I giudici si ritirano per deliberare.
 
Dieci minuti dopo ricompaiono e confermano la sentenza.
 
Il pubblico ministero non è soddisfatta. Dice che ricorrerà ad un ulteriore grado di giudizio.
 
Il ragazzo si avvicina al tavolinetto su cui il giudice tiene il suo fascicolo e firma -con l’impronta digitale- l’atto di presenza e l’accettazione della condanna.
Quando esce il presidente della corte si rivolge a noi e dice: “Almeno nel Centro di Riabilitazione imparerà un mestiere”
 
E Anima Inquieta subito pensa che paradossalmente questo ragazzo nel carcere minorile avrà l’opportunità di accedere a quei servizi che non sono invece disponibili per la maggior parte dei ragazzi afgani: una scuola, la possibilità di imparare un mestiere, una biblioteca, un medico…
*questo post è particolarmente dedicato a Giap

scritto da: Expecting alle ore 17:15 | link | commenti (8)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice

La Moschea del Venerdì

Prima di lasciare Herat approfittando dei rarissimi privilegi che girare con una scorta armata offre, Anima Inquieta e Giuseppino Giudice Onorario si fermano un attimo alla Moschea del Venerdì. 

herat mosque1

herat mosque 2

herat mosque 3


scritto da: Expecting alle ore 16:30 | link | commenti (2)
categorie: anima nel mondo
venerdì, 12 giugno 2009

Il furto

Il 35% dei reati commessi dai bambini detenuti nelle carceri afghane è costituito dai furti.
Ma non rapine a mano armata.
Furtarelli.
Roba di poco conto.
 
Shamsheed che ruba una gallina, Amadullah che ruba 1.000 afghani, un altro che tenta di rubare una pecora.
Furti di sopravvivenza che da noi sarebbero risolti con una “pacca educativa” sulla testa o sul sedere.
 
Qui invece no. Qui i bambini finiscono in carcere.
 
Ma non per crudeltà, per tradizione. Una tradizione che ha una sua ragione di essere ed esprime una visione e dei valori altamente positivi, ma poi si scontra e crolla di fronte alle miserie umane.
 
Il diritto islamico (fiqh) si basa su una legislazione (shari’a) che trova i suoi fondamenti in tre fonti:
1) il Corano, testo rivelato e parola di Dio;
2) la sunna, ovvero la tradizione a partire dal Profeta Muhammad, così come viene accertata nelle raccolte dei detti e fatti (ahadith) riconosciuti di provata validità;
3) il consenso (ijma) della comunità (umma).
 
Non rapportabile alla tradizione giuridica romano-cristiana, il diritto islamico poggia la propria validità sulla concezione dello Stato teocratico, in cui non si riconosce divisione tra din e dawla, potere spirituale e potere temporale, e in cui la perfezione del disegno divino assicura, oltre che la piena giustizia, l’armonia sociale, economica, morale.
 
In questa visione ideale, occorre rendersi conto di una serie di fatti per valutare appieno la realtà dell’applicazione e dell’applicabilità delle norme sciaraitiche: per quanto riguarda il Corano, esso appare un testo chiaro, ma non necessariamente per gli uomini, quanto perchè la chiarezza è in Dio.
Egli è Colui che ti ha rivelato il Libro ed esso contiene sia versetti solidi, che sono la Madre del Libro, sia versetti allegorici. Ma quelli che hanno il cuore traviato seguono ciò che vi è di allegorico, bramosi di portar scisma e di interpretare fantasiosamente, mentre la vera interpretazione di quei passi non la conosce che Dio. (Corano 3: 7)
 
Inoltre le norme coraniche appaiono sempre contestualizzate in relazione a fatti storici che determinarono la rivelazione: sotto questo punto di vista l’Islam conosce una serie di diverse interpretazioni a seconda delle varie scuole di diritto, che vanno dall’applicazione letterale degli hanbaliti, al maggior spazio per la libera ricerca degli hanafiti.
 
In realtà, è nel consenso della comunità dei credenti che poggia poi la maggior parte delle norme. Sulla base della libera ricerca individuale (ijtima’) e dell’applicazione delle regole analogiche (qiyas), si possono emettere sentenze specifiche (fatwa, pl. fatawa) che integrano nei secoli la legislazione, spesso variando in relazione alle mutate condizioni storiche, socio-politiche e geografiche.
 
E’ in questo quadro, qui necessariamente grossolano e affrettato, che deve intendersi la possibilità di interpretare una qualsiasi norma legale. Ma soprattutto occorre ricordare che solo lo Stato islamico può legalmente applicare la shari’a: cioè, uno Stato perfetto, che rifletta esattamente la volontà divina. Tale Stato, si suole affermare, non esiste più dai tempi dei Califfi ben guidati (al-Khulafa’ ar-Rashidum) e dunque la legge coranica non è stata più applicata da allora.
Di più, essa è oggi inapplicabile, perchè solo uno Stato in cui la piena giustizia si realizzi è autorizzato a emettere sentenze. In uno Stato di ingiustizia ogni reo può di fatto appellarsi a un principio di necessità ed essere per ciò stesso scagionato quanto meno dalle sanzioni più gravi.
 
Lo Stato islamico ideale riflette un modello perfetto dove certe situazioni sono impensabili. In una società ben guidata secondo il modello coranico un ladro non può esistere se non come una sorta di aberrazione della natura. Il furto viene considerato grave e la gravità ideale di esso è sottolineata dalla severità della pena proposta, ma di fatto è più grave che una società costringa a rubare per sopravvivere. Nello Stato perfetto perchè mai dovrebbe esserci il ladro?
Tratto da “Solamente se lo stato è perfetto”
di Giulio Soravia

scritto da: Expecting alle ore 21:26 | link | commenti (7)
categorie: anima nel mondo, anima politica, anima lavoratrice

Storie dal carcere - Shamsheed

Dicono che abbia 13 anni Shamsheed. Ne dimostra non più di 10 e anche il guardiano del carcere dice che 13 anni non li ha, ma quando si è presentato davanti al giudice un anno fa non c'era nessuno che testimoniasse la sua età. E allora gli hanno attribuito l'età minima per il carcere minorile. 12 anni.

Ha rubato una galllina.

Il padrone della gallina l'ha colto in fragrante e Shamsheed è stato condannato a 3 anni.

Gliene rimangono 2.


scritto da: Expecting alle ore 17:29 | link | commenti (1)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice

Panacea universale

Anima Inquieta: “Fa un caldo bestiale con questo velo, Giuseppino. Ho una sete…” 

Giuseppino Giudice Onorario: “Tieni, prendi una Vigorsol alla salvia vedrai che ti senti meglio!”

 

Anima Inquieta: “Certo che l’incontro con i giudici minorili è stato proprio denso. Mi sta venendo mal di testa…”

Giuseppino Giudice Onorario: “Tieni, prendi una Vigorsol alla salvia vedrai che ti senti meglio!”

 

Anima Inquieta: “Giuseppino non dovrei dirlo ma lo dico: a me tutti questi militari che costruiscono cose a c***o di cane mi fanno proprio infuriare!”

Giuseppino Giudice Onorario: “Tieni, prendi una Vigorsol alla salvia vedrai che ti senti meglio!”

 

Anima Inquieta: “Stamattina le bambine nel carcere femminile mi hanno raccontato delle storie terribili. C’ho un magone…”

Giuseppino Giudice Onorario: “Tieni, prendi una Vigorsol alla salvia vedrai che ti senti meglio!”


scritto da: Expecting alle ore 13:47 | link | commenti (10)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice
mercoledì, 10 giugno 2009

Storie dal carcere - dietro le sbarre

E poi ci sono quei bambini che non sono in carcere perchè abbiano fatto qualche cosa. Ci sono cresciuti in carcere, con le madri detenute.

behind the gate


scritto da: Expecting alle ore 17:21 | link | commenti (8)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice
martedì, 09 giugno 2009

Lo scrivano

In un paese in cui oltre il 60% della popolazione è analfabeta esistono ancora gli scrivani...

scrivano

Kabul, giugno 2009


Diplomatici

Anima Inquieta nutre un odio sincero, profondo e radicato per i diplomatici. Gente torbida e inconsistente pagata per esserlo.
 
Amerebbe essere smentita ma lo è assai poco.
 
E infatti al termine della visita all’Ambasciatore qua a Kabul, Anima Inquieta e Giuseppino Giudice Onorario vengono accompagnati dal primo segretario dell’ambasciata fino alla porta. Lungo il vialetto che porta all’ingresso ci si scambia qualche commento sul programma giustizia o su persone conosciute in altri luoghi del mondo. Poi è il momento di congedarsi.
 
“Vi lascio un biglietto da visita per qualsiasi evenienza” dice il diplomatico.
“Ecco i nostri” dicono Giuseppino Giudice Onorario e Anima Inquieta, sfoderando i biglietti da visita che gli hanno appena fatto fare alla Cooperazione Italiana.
 
Il diplomatico prende i biglietti da visita, ci passa un dito sopra, alza un sopracciglio di disprezzo e dice: “Sono su carta fotografica: andate al risparmio!”

scritto da: Expecting alle ore 08:43 | link | commenti (14)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice
lunedì, 08 giugno 2009

Storie dal carcere - Amadullah

Amadullah ha 16 anni. E'stato rifugiato in Pakistan con la sua famiglia fino al 2004, poi sono tornati in Afghanistan. Sono rimasti a vivere in un villaggio vicino a Kabul mentre il padre aveva trovato lavoro nella capitale come muratore.

Nel 2006 però il padre muore in un incidente sul lavoro e Amadullah rimane solo con la madre, una sorella di 17 anni e due fratellini di 7 e 4 anni.

Amadullah ha 13 anni ed è l'unico che può provvedere alla sua famiglia. Si arrangia facendo lavoretti saltuari per un pò, poi un inverno ruba 1.000 afghani (circa 15 euro) ad un tizio per strada. Viene arrestato e portato in prigione. Non esiste ancora una prigione minorile perciò viene messo in cella con gli adulti.

Dopo 3 mesi di carcere  il tribunale lo condanna a 3 anni di prigione.

Gliene resta da scontare uno.


scritto da: Expecting alle ore 17:20 | link | commenti (7)
categorie: anima nel mondo, anima lavoratrice

cerco e mi cerco

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